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tetrabrickE’ passato più di mezzo secolo da che il tetra brik fece irruzione nelle nostre case. Oggi è un elemento integrante della nostra vita, ma basta riflettere un po’ per capire quanto la sua invenzione abbia trasformato le nostri abitudini quotidiane.

La scoperta

Nel 1952 a Lund, Svezia, Ruben Rausing apre la prima fabbrica Tetra Pak e inventa un contenitore di cartone per alimenti a forma di tetraedro. Da questa sua forma geometrica nasce il nome di “tetra pak” e la sua particolarità risiede nel fatto che sfrutta il processo di riscaldamento UHT per creare delle condizioni tali da permettere agli alimenti di essere conservati con le proprietà inalterate durante lunghi periodi di tempo e senza necessità di refrigerazione. A questa sua invenzione Rausing applica una personalissima teoria secondo la quale “un imballaggio deve far risparmiare più di quanto costa”.

Il peso determinante dell’azienda

L’azienda di famiglia intravede le infinite potenzialità di questo nuovo prodotto e subito scavalca i confini nazionali per espandersi a livello mondiale. In Italia, Tetrapak arriva nel 1965 ed il suo primo stabilimento apre le porte a Rubiera (Reggio Emilia).

Negli anni 60, la Tetra Pak si dedica allo sviluppo di nuove forme del contenitore e crea il diffusissimo “tetra brik” a forma di mattone, sicuramente più maneggevole dell’originale tetraedro.

Oggi la società vanta un fatturato superiore agli 8.000 milioni di Euro, impiega oltre 21.000 persone in tutto il mondo e distribuisce più di 100 miliardi di confezioni in oltre 150 mercati.

Per adeguarsi alle richieste di mercato che esige nuove forme e dimensioni dei contenitori, il gruppo investe notevole somme in tecnologia ed innovazione. Ma negli ultimi anni ha dovuto anche affrontare la questione del riciclo dei contenitori che è stata oggetto di numerosi dibattiti.

Dal 2003, infatti, anno della sigla del Protocollo d’Intesa tra Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) e Tetra Pak, la società ha avviato numerose campagne per la promozione del riciclo dei propri cartoni.

Oggi è possibile recuperare le fibre di cellulosa dei contenitori per produrre un nuovo tipo di carta (carta frutta o carta latte) con la quale realizzare shopper e prodotti di cancelleria. Con l’alluminio ed il polietilene, invece, in Italia viene prodotto un nuovo materiale plastico (Ecoallene) utilizzabile in svariati settori dell’industria dello stampaggio plastico. Ma le possibilità di riciclo per questi ultimi materiali sono diverse e già oggi in altri paesi vengono riutilizzati in diversi modi.

Analizzando i fattori che hanno determinato una tale straordinaria crescita a livello aziendale, troviamo senz’altro al primo posto l’innovazione, in questo caso applicata ai metodi di conservazione di cibo e bevande. A seguire, l’intuito della famiglia Rausing, che intravide la possibilità che la loro invenzione potesse andare a colmare un vuoto all’interno di un mercato che rispecchiava gli allora timidi cambiamenti della società.

Ripercussioni dell’invenzione sui modi di vivere

50 anni indietro, la realtà era diversa da quella attuale. Se, da una parte, i ritmi di vita erano meno frenetici, è pur vero che si cominciavano ad intravedere i primi e timidi segnali di una accelerazione che avrebbe modificato le cadenze della quotidianità. In un contesto anche di rivoluzione sociale, dove sempre un numero maggiore di casalinghe intraprendeva la strada del lavoro al di fuori dell’ambito familiare, il tetra brik riusciva ad offrire un’alternativa alla necessità di rifornirsi quotidianamente per poter disporre di prodotti freschi.

La rivoluzione sociale ed economica portò anche all’allungamento delle ore da trascorrere fuori dal proprio domicilio. Il tetra brik passò, così, a rappresentare l’opportunità di portare con sé in modo sicuro delle bevande facilmente deperibili e di consumarle in qualsiasi momento. Il contenitore tetrabrik cominciava ad affermarsi sul mercato.

Le sue innumerevoli applicazioni influenzarono anche il settore dei trasporti. Agevolate dalla nuova possibilità di conservare inalterate a lungo le proprietà di cibo e bevande, le aziende esportatrici del settore furono in grado di spingersi  fino a mercati più lontani, impossibili di raggiungere in precedenza, aumentando il proprio fatturato a livelli inimmaginabili.

Quello che inizialmente poteva sembrare un piccola scoperta scientifica è diventato oggi un elemento di uso comune insostituibile a livello mondiale, senza il quale la nostra vita sarebbe completamente diversa.

Dal laboratorio all’impiego comune; un lungo percorso che passa irrimediabilmente dal settore industriale, dalle aziende.  Innovazione, capitale umano dotato di visione imprenditoriale e aziende capaci di trasformare un’invenzione in un elemento di rivoluzione di uso e costumi. In due parole: universo aziendale.

 
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